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Auguri, Ezio Pini. L’Università Popolare di Venezia festeggia il suo storico segretario-tesoriere, Ezio Pini, cavaliere della Repubblica, che compie cento anni. Era un Impiegato del Provveditorato agli Studi, quando l’allora provveditore, Giovanni Gambarin, ritornato a Venezia dall’esilio in Francia, e nominato commissario della Università Popolare, che riprendeva allora l’attività dopo la parentesi del fascismo, lo volle come suo primo collaboratore. Per oltre 65 anni – un vero record di longevità lavorativa – Pini ha ricoperto l’incarico in modo del tutto disinteressato, anche dopo  il collocamento in quiescenza, nel succedersi dei presidenti – Dino Vighy, Elena Bassi, Paola Rossi Gavagnin – sempre affiancato dalla bibliotecaria Renata Capolla, anch’ella tuttora socia attiva. Ospitata nel dopoguerra nel palazzo della scuola media Morosini, poi a palazzo Giustinian a San Trovaso, che era stato sede dello Iuav, e quindi a lungo alla scuola elementare Oriani a San Maurizio, l’Università Popolare e la sua biblioteca da un trentennio hanno sede alle Procuratie Nuove.

In particolare, Ezio Pini è stato l’organizzatore dei viaggi culturali: in tempi di scarsa mobilità, ha guidato i soci in Paesi lontani, come l’India (per quattro volte) e il Nepal, il Far West e la Cina, lo Yemen, la Turchia, la Scozia, oltre ovviamente ai Paesi più vicini; ancora in clima di guerra fredda, ha organizzato viaggi oltre cortina, dalla Germania dell’Est alla Romania, dall’Ungheria alla Cecoslovacchia alla Bulgaria, mentre l’Italia è stata visitata in tutte le regioni, alla ricerca dei luoghi meno conosciuti, talora segreti, e sempre con grande attenzione agli aspetti culturali.

A Ezio Pini, che da pochissimi anni si è trasferito a Bergamo per motivi familiari – continuando ad avere rapporti telefonici con gli amici veneziani, il presidente della Università Popolare, Carlo Montanaro, anche a nome del Consiglio direttivo e di tutti i soci, ha inviato un caloroso messaggio augurale.

Ezio Pini, con la presidente Paola Rossi Gavagnin e la bibliotecaria Renata Capolla, a Torcello, per i 110 anni dell'Università Popolare, nel 2010, sono ritratti nella foto visibile cliccando qui.

 

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Università Popolare di Venezia. Centodiciassette anni e non dimostrarli. Anzi, festeggiarli con spirito giovanile. Lo spirito con il quale l'Università Popolare di Venezia approda nel web: un nuovo mezzo di comunicazione immateriale dopo la penna con l'inchiostro dei documenti di inizio Novecento, la macchina per scrivere e il ciclostile, il computer e la stampante, che hanno segnato il suo percorso di comunicazione lungo oltre un secolo. Oggi, il passo storico dalla carta al digitale: cambia il supporto, rimangono immutati i fini e l'impegno. Questo sito ne darà testimonianza.

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